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	<title>podistalibero</title>
	<link>http://podistalibero.it</link>
	<description>Correre in  libertà</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:57:45 +0000</pubDate>
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		<title>Il pasto prima di una gara</title>
		<link>http://podistalibero.it/2012/02/12/lalimentazione-dello-sportivo-il-pasto-prima-della-gara/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>podistalibero.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allenamento]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://podistalibero.it/2012/02/12/lalimentazione-dello-sportivo-il-pasto-prima-della-gara/"><img src="http://podistalibero.it/files/2012/02/alberto_sordi.jpg" alt="alberto_sordi.jpg" align="left" /></a>
Il pasto dovrà essere consumato almeno 3 ore prima della competizione e non potrà essere particolarmente abbondante. Dovranno essere ben rappresentati i carboidrati complessi (pasta, pane, patate) ed i lipidi (privilegiando il consumo di olio extravergine d’oliva). L’apporto proteico dovrà essere ridotto.
Un apporto supplementare di zuccheri semplici prima dello sforzo si rivela spesso dannoso, perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://podistalibero.it/files/2012/02/alberto_sordi.jpg" alt="alberto_sordi.jpg" align="left" /></p>
<p>Il pasto dovrà essere consumato almeno 3 ore prima della competizione e non potrà essere particolarmente abbondante. Dovranno essere ben rappresentati i carboidrati complessi (pasta, pane, patate) ed i lipidi (privilegiando il consumo di olio extravergine d’oliva). L’apporto proteico dovrà essere ridotto.<br />
Un apporto supplementare di zuccheri semplici prima dello sforzo si rivela spesso dannoso, perché determina un innalzamento della glicemia a cui fa seguito una liberazione massiva di insulina, col pericolo di creare un’ipoglicemia secondaria peggiorata dall’esercizio fisico.<br />
Nel pasto pre-gara non è affatto utile un aumento dell’apporto proteico che anzi può risultare dannoso. La digestione delle proteine comporta infatti un notevole impegno dell’organismo, aumentando l’apporto di sangue nel circolo splancnico a discapito della irrorazione muscolare.</p>
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		<title>Giornata no o calo di forma ?</title>
		<link>http://podistalibero.it/2012/01/25/giornata-no-o-calo-di-forma/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>podistalibero.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Medicina &amp; sport]]></category>

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IL CALO di FORMA – La vita sportiva di un podista è segnata da alti e bassi ed è normale che la condizione fisica subisca lievi oscillazioni a seconda della preparazione e degli obiettivi. A volte però, capita che senza un motivo plausibile, il podista subisca un improvviso calo di forma o una giornata no. [...]]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://podistalibero.it/files/2012/01/running-fatigue.jpg" alt="running-fatigue.jpg" /></p>
<p><strong>IL CALO di FORMA</strong> – La vita sportiva di un podista è segnata da alti e bassi ed è normale che la condizione fisica subisca lievi oscillazioni a seconda della preparazione e degli obiettivi. A volte però, capita che senza un motivo plausibile, il podista subisca un improvviso calo di forma o una giornata no. Quello che caratterizza l’imprevisto calo di prestazione è un alterazione dell’equilibrio psicofisico. Il podista si sente vuoto e demotivato. Oppure, al contrario, sin troppo ansioso, incapace di scaricare grinta e aggressività nel gesto atletico. La prima cosa da fare è individuare le vere motivazioni del calo di forma. Spesso, si tratta di un blocco psicologico vissuto anche a livello corporeo, e causato da pensieri ed emozioni sgradevoli. La radice di queste sensazioni negative può essere collegata alla sua vita relazionale; incomprensioni nei rapporti interpersonali o un’improvvisa perdita affettiva, stress da lavoro possono determinare un periodo di crisi. Oppure le cause psicologiche possono essere direttamente legate all’attività podistiche; quello che prima era vissuto con un senso di soddisfazione (allenamenti e partecipazione alle gare) ora non è più fonte di gratificazione. Per esempio, il podista, inconsapevolmente esprime con il calo di forma il rifiuto di reggere le responsabilità del suo ruolo all’interno del suo club e nel rapporto con il trainer. Oppure può percepire un divario eccessivo tra l’energia che investe nel podismo e i vantaggi che gli derivano. O ancora, più semplicemente, pretende troppo da sé stesso e dinanzi a performance modeste si deprime. Si innesca così un circolo vizioso: non mi miglioro, faccio troppa fatica, i risultati deludenti rinforzano la convinzione di non essere in forma, è questa sfiducia in se stesso produce prestazioni sempre più deludenti con ancora più fatica.</p>
<p>Per ribaltare la situazione o, quanto meno, per accorciare i tempi di recupero dello stato di forma, è necessario soprattutto programmare un breve stacco dell’attività podistica. Si tratta di una pausa necessaria per ricaricare le batterie fisiche e mentali, durante la quale si potrà riflettere sul significato delle difficoltà che si stanno vivendo. Il podista può approfittare di questi momenti per giungere a una ri-decisione, senza dare per scontata la necessità di rituffarsi, poi, negli allenamenti, di rientrare in gara e di continuare l’attività podistica. Uno dei motivi del calo di forma è lo stress dal sentirsi costretti a continuare per non tradire le aspettative degli altri e per non offuscare l’immagine esterna di sé. <em><u>Il podista deve, invece, prendere consapevolezza che correre è una libera scelta fondata sul benessere, divertimento e sul gusto della competizione: niente è dovuto, e niente e irreversibile. Se, dopo essersi interrogato, conclude che è ancora forte la voglia di correre, potrà decidere di tornare a impegnarsi, con rinnovate motivazioni</u></em>.</p>
<p align="right"><em>Donato D’Auria</em></p>
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		<title>Quegli insoliti maratoneti</title>
		<link>http://podistalibero.it/2012/01/10/quegli-insoliti-maratoneti/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 20:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>podistalibero.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://podistalibero.it/2012/01/10/quegli-insoliti-maratoneti/"><img src="http://podistalibero.it/files/2012/01/gl.jpg" alt="gl.jpg" /></a>

Fonte: www.carabinieri.it
Si confondevano con i partecipanti alle gare podistiche della zona, i due borseggiatori arrestati dai carabinieri di Peschiera del Garda, per poi svaligiarne le auto in sosta al parcheggio: a tradirli una forma non proprio da atleti&#8230;
Troppi furti nelle auto dei maratoneti impegnati a correre nei dintorni di Peschiera del Garda. Sempre più macchine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://podistalibero.it/files/2012/01/gl.jpg" alt="gl.jpg" /></p>
<p><a href="http://www.carabinieri.it"></a></p>
<p align="right">Fonte:<em> <a href="http://www.carabinieri.it/">www.carabinieri.it</a></em></p>
<p><strong>Si confondevano con i part</strong><strong>ecipanti alle gare podistiche della zona, i due borseggiatori arrestati dai carabinieri di </strong><strong>Peschiera del Garda, per poi svaligiarne le auto in sosta al parcheggio: a tradirli una forma non proprio da atleti&#8230;</strong></p>
<p>Troppi furti nelle auto dei maratoneti impegnati a correre nei dintorni di Peschiera del Garda. Sempre più macchine scassinate, atleti infuriati e organizzatori che minacciavano di emigrare in altri comuni portando con loro le manifestazioni sportive che attirano puntualmente tanti turisti. Così, senza indugiare oltre, i carabinieri in forza al Comando Provinciale di Verona hanno predisposto un servizio mirato. Pur di estirpare il problema alla radice, i militari si sono camuffati da parcheggiatori, con tanto di pettorina fluorescente legata al torace. Mimetizzati nell&#8217;area di sosta, sono riusciti a individuare e poi ad arrestare i novelli Bonnie e Clyde che facevano razzia di tutto ciò che di valore trovavano negli abitacoli incustoditi. Soprattutto di denaro contante. Il primo maggio, quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile li ha fermati dopo un breve inseguimento, cogliendoli quindi in flagranza di reato, i due 25enni avevano stipato nel cassetto del cruscotto della propria auto 750 euro in banconote di vario taglio. Bottino messo insieme in un quarto d&#8217;ora di lavoro. I ferri del mestiere, uno spadino e un cacciavite, erano ancora sul sedile posteriore. Scattate le manette, c&#8217;è stato il giudizio immediato e il carcere: la coppia di banditi è stata condannata.<br />
Anche per la prima corsa podistica di maggio avevano usato il solito sistema: «I due ladri, lui con una sfilza di precedenti penali per analoghi furti con scasso, lei ancora incensurata, si sono mischiati alla folla dei corridori che, in attesa del &#8220;Via&#8221;, si scaldavano e continuavano ad aggirarsi tra le auto in sosta nel parcheggio offerto dall&#8217;organizzazione della gara», spiegano due militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Peschiera del Garda, «ma hanno attirato subito la nostra attenzione per un particolare: erano i meno in forma. Entrambi in sovrappeso rispetto agli altri maratoneti, che invece mostravano fisici scolpiti dall&#8217;allenamento costante».<br />
La conferma che qualcosa non quadrava è arrivata quando, al momento del &#8220;Via&#8221;, si sono lanciati tutti sul percorso: tutti tranne i due sospetti, che pure erano vestiti in completo da corsa dalla testa ai piedi. Si sono intrattenuti fingendo di avere a che fare con un problema alle scarpe, approfittandone anche per guardarsi intorno. «Nel frattempo, come era stato deciso al momento della pianificazione dell&#8217;intervento, noi eravamo appostati nei pressi dell&#8217;unica uscita», racconta l&#8217;appuntato scelto Massimo Raffaelli, Capo equipaggio dell&#8217;unità del Nucleo Radiomobile che ha eseguito l&#8217;arresto insieme all&#8217;appuntato Davide Marini. «La ragazza, originaria di Legnago, si è messa a fare da palo, mentre lui, nato a Cerea, forzava le portiere delle auto in sosta. Una dopo l&#8217;altra, le auto venivano svuotate. In pochissimi secondi il giovane passava da un&#8217;utilitaria a quella a fianco. Del resto, come ha confessato lui stesso, quello è il suo mestiere da sempre».<br />
La coppia non aveva però fatto caso ai parcheggiatori che li osservavano, finché quelli si sono incamminati verso di loro. A quel punto, è scattata la fuga. «Sono saliti su una vecchia Renault Scenic grigia con targa polacca», riprende a raccontare l&#8217;appuntato Raffaelli, «e si sono immessi a tutta velocità in via di Caporosso, a Lazise». Le vetture del Radiomobile appostate erano tre, ma è stata quella guidata dall&#8217;appuntato Marini a raggiungere i fuggitivi, costringedoli a fermarsi. «A circa un chilometro dal parcheggio», interviene il militare, abituato a guidare in condizioni estreme, «al secondo tentativo di far accostare la Renault, stringendole gradualmente la strada, l&#8217;auto si è fermata. Lungo la strada di Confine li abbiamo invitati a scendere dalla macchina. All&#8217;inizio hanno negato, ma quando abbiamo aperto il cassetto portaoggetti, con dentro 750 euro, hanno ammesso le proprie responsabilità».<br />
Gli arrestati sono stati portati in caserma dai colleghi, che nel frattempo erano sopraggiunti. Raffaelli e Marini sono tornati al parcheggio, hanno controllato quali auto avessero le portiere forzate e hanno atteso che i proprietari tornassero dalla corsa podistica. «Erano circa quindici le persone interessate. Le abbiamo subito informate che erano state vittime di un furto», conclude Marini, «ma dopo l&#8217;amarezza, hanno avuto la bella sorpresa che era loro sufficiente seguirci in caserma a fare la denuncia per avere immediatamente indietro il maltolto, che nella maggior parte dei casi era costituito da denaro contante. Alcuni portafogli li abbiamo trovati gettati nei cespugli, mentre per due atleti si è trattato di recuperare anche il cellulare e le carte di credito».</p>
<p align="right">Roberta Catania</p>
<p class="akst_link"><a href="http://podistalibero.it/?p=316&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_316" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
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		<title>Allenamento: Le Andature</title>
		<link>http://podistalibero.it/2012/01/04/allenamento-le-andature/</link>
		<comments>http://podistalibero.it/2012/01/04/allenamento-le-andature/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 21:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>podistalibero.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allenamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://podistalibero.it/2012/01/04/allenamento-le-andature/</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://podistalibero.it/2012/01/04/allenamento-le-andature/"><img src="http://podistalibero.it/files/2012/01/omino.jpg" align="left" alt="omino.jpg" /></a>
Allungo - L&#8217;allungo non è un&#8217;andatura vera e propria: si tratta di una corsa in progressione (da lento si accelera gradualmente sino ad arrivare alla velocità voluta). Questo esercizio è uno di quelli principali ed è molto flessibile perché può variare di velocità e tecnica (stile di corsa) può essere usato per migliorare la tecnica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://podistalibero.it/files/2012/01/omino.jpg" align="left" alt="omino.jpg" /></p>
<p><strong>Allungo - </strong>L&#8217;allungo non è un&#8217;andatura vera e propria: si tratta di una corsa in progressione (da lento si accelera gradualmente sino ad arrivare alla velocità voluta). Questo esercizio è uno di quelli principali ed è molto flessibile perché può variare di velocità e tecnica (stile di corsa) può essere usato per migliorare la tecnica e controllarne le imperfezioni, o per scaldare i muscoli. Può anche essere unito ad altre andature o a stili di corsa scorretti o esagerati per ottenere un certo risultato tecnico.<br />
<strong>Tecnica: </strong>La partenza è simile a quella del riscaldamento (cioè molto lenta), si inizia con una corsa lenta con una falcata ampia e si accelera aumentando la frequenza, evitando di accorciare contemporaneamente il passo (errore tipico di persone che non hanno mai praticato la corsa veloce)</p>
<p><strong>Skip - </strong>Lo skip è una delle andature più importanti. Consiste in una corsa quasi sul posto tenendo le ginocchia molto alte, può essere unito in particolare alla corsa calciata dietro e all&#8217;allungo. Può essere effettuato con una gamba sola che sale mentre l&#8217;altra esegue solo dei rimbalzi (rimanendo distesa).<br />
<strong>Tecnica: </strong>Il busto deve essere eretto, più che nella corsa normale, può anche essere leggermente piegato all&#8217;indietro. Il movimento assomiglia quello corsa, solo che si porta il ginocchio molto in alto senza portare in avanti il piede (il passo deve essere piuttosto corto) il piede d&#8217;appoggio deve essere reattivo, cioè rimbalzare sul terreno (un errore molto comune, molto evidente ed anche piuttosto comico per quelli che cominciano l&#8217;atletica è appoggiare il piede e poi fare un saltello per recuperare il movimento). È importante evitare di compiere un movimento rotatorio laterale, sia con le gambe sia con il busto, infatti bisogna usare il movimento delle braccia (simile a quello nella corsa) per equilibrare il movimento della gamba, un&#8217;eventuale rotazione del busto o un movimento laterale di braccia e gambe non solo è scorretto come esercizio, ma è anche indice di uno stile di corsa scorretto.<br />
S<strong>kip ad una gamba sola</strong>: Si esegue lo skip con una sola gamba mentre l&#8217;altra esegue piccoli rimbalzi. Bisogna fare più attenzione ad evitare la rotazione.</p>
<p><strong>Corsa calciata dietro - </strong>a corsa calciata dietro è simile allo skip solo che invece di alzare le ginocchia si flette la gamba (che rimane ferma fino al ginocchio) alzando i piedi.<strong><br />
Tecnica: </strong>La posizione del busto dovrebbe essere eretta anche se si tende a piegarlo leggermente in avanti. Il movimento sembra quello di una corsa su un terreno molto scivoloso: il piede d&#8217;appoggio compie la fase di trazione (quando è davanti al resto del corpo) come nella corsa ma non quella di spinta (quando è dietro) perché &#8217;scivola&#8217; (senza strisciare possibilmente), la gamba porosegue il movimento fino a toccare il sedere col piede. Ovviamente i passi sono piuttosto corti, come nello skip, ma l&#8217;esercizio è più facile perché non c&#8217;è il problema del rimbalzo (il movimento deve comunque essere reattivo).<strong><br />
Calciata dietro con una gamba: </strong>L&#8217;esercizio viene eseguito &#8216;calciando&#8217;(all&#8217;indietro) con una gamba sola, mentre l&#8217;altra esegue dei piccoli rimbalzi. La gamba che esegue i rimbalzi deve comunque essere dritte e non compiere un movimento verso l&#8217;esterno (altro errore molto comune).</p>
<p><strong>Tiptap - </strong>onsiste nell&#8217;effettuare saltelli a due piedi, slanciando prima una poi l&#8217;altra gamba; la fase a terra deve essere dinamica, e l&#8217;appoggio abbastanza duro. i piedi devono atterrare uniti per poi separarsi in aria.<br />
<strong>Tecnica: </strong>La posizione è eretta e si avanza a seconda dei balzi. Si inizia a piedi uniti : i piedi si staccano contemporaneamente da terra, ma una gamba si alza compiendo il movimento dello skip (poco marcato, soprettutto con i balzi piccoli) mentre l&#8217;altra rimane distesa, i piedi atterrano contemporaneamente e l&#8217;esercizio riprende invertendo le gambe, l&#8217;atterraggio-salto (rimbalzo) deve essere molto reattivo. In genere i balzi hanno una sequenza definita, ad esempio 10 veloci (bassi e molto frequenti) 10 alti (il rimbalzo è più forte e permette di arrivare più in alto, ma la fase a terra non è più lunga) e 10 lunghi (come quelli alti ma la spinta è in avanti).<br />
<strong>Tip Tap con una gamba</strong>: Tip Tap con una gamba significa che una gamba si alza e l&#8217;altra rimane distesa, senza cambio (a differenza dell tip tap normale)</p>
<p><strong>Passo saltellato - </strong>È l&#8217;evoluzione atletica della &#8220;vispa Teresa&#8221; e consiste in una serie di balzi (su una gamba) in cui la gamba di stacco rimane distesa mentre l&#8217;altra sale (col ginocchio piegato) il piede che spinge atterra per primo. Attraverso un passo dinamico simile a quello del salto triplo si cambia gamba di appoggio.</p>
<p><strong>Passo stacco - </strong>imile al passo saltellato. La gamba di appoggio è però quella che sale, in questo modo si stacca sempre sulla stessa gamba.</p>
<p><em><u><br />
Altre andature meno frequenti:<br />
</u><br />
</em><strong>Balzelli: </strong>Si effettuano piccoli saltelli basandosi sulla reattività della caviglia. Il resto della gamba non dovrebbe spingere, comunque bisogna evitare una posizione troppo rigida per mantenere una buona tecnica ed evitare traumi.<em><br />
</em><strong>Cancan a gambe tese: </strong>Le gambe rimangono rigide e vengono sollevate di poco per permettere dei passettini della lunghezza di quelli dello skip. Spesso è usato in allungo: si accelera progressivamente e poi si cominciano a muovere le ginocchia, riprendendo una corsa normale.</p>
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		<title>La contrattura muscolare . . . questa sconosciuta?</title>
		<link>http://podistalibero.it/2011/12/11/la-contrattura-muscolare-questa-sconosciuta/</link>
		<comments>http://podistalibero.it/2011/12/11/la-contrattura-muscolare-questa-sconosciuta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 17:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>podistalibero.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Medicina &amp; sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://podistalibero.it/2011/12/11/la-contrattura-muscolare-questa-sconosciuta/</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://podistalibero.it/2011/12/11/la-contrattura-muscolare-questa-sconosciuta/"><img src="http://podistalibero.it/files/2011/12/greene.jpg" alt="greene.jpg" align="left" /></a>Fonte: My Personaltrainer
Contrattura muscolare: contrazione involontaria, insistente e dolorosa di uno o più muscoli scheletrici. Il muscolo coinvolto si presenta rigido e l&#8217;ipertonia delle fibre muscolari è apprezzabile al tatto.
La contrattura è di per sé un atto difensivo che insorge quando il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione fisiologico. L&#8217;eccessivo carico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><em>Fonte: <a href="http://www.my-personaltrainer.it/">My Personaltrainer</a></em></p>
<p><img src="http://podistalibero.it/files/2011/12/greene.jpg" alt="greene.jpg" align="left" /><strong><u>Contrattura muscolare</u></strong><strong>: </strong>contrazione involontaria, insistente e dolorosa di uno o più muscoli scheletrici. Il muscolo coinvolto si presenta rigido e l&#8217;ipertonia delle fibre muscolari è apprezzabile al tatto.</p>
<p>La contrattura è di per sé un atto difensivo che insorge quando il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione fisiologico. L&#8217;eccessivo carico innesca un meccanismo di difesa che porta il muscolo a contrarsi. Le cause predisponenti possono essere di natura meccanica e/o metabolica ma non sono state ancora definite con chiarezza. Ciò che si sa è che sono in qualche modo correlate ai seguenti fattori:<br />
mancanza di riscaldamento generale e specifico<br />
preparazione fisica non idonea<br />
sollecitazioni eccessive, movimenti bruschi e violenti<br />
problemi articolari, squilibri posturali e muscolari, mancanza di coordinazione<br />
La contrattura è la meno grave tra le lesioni muscolari acute poiché non causa alcuna lesione anatomica alle fibre. Ciò che si verifica è semplicemente un aumento involontario e permanente del loro tono.</p>
<p><strong><u>I sintomi</u></strong><strong><br />
</strong>Il soggetto colpito da una contrattura avverte un dolore modesto e diffuso lungo l&#8217;area muscolare interessata. L&#8217;ipertonia viene percepita piuttosto chiaramente e l&#8217;atleta lamenta una mancanza di elasticità del muscolo durante i movimenti. La palpazione consente di apprezzare l&#8217;aumento involontario del tono muscolare e di evocare dolore soprattutto in alcuni punti (trigger point attivi).<br />
Il dolore è tollerabile e non impedisce il proseguimento dell&#8217;attività sportiva. Tuttavia per allontanare il rischio di complicazioni è bene sospendere immediatamente l&#8217;allenamento o la competizione.</p>
<p><strong><u>Cosa fare</u></strong><br />
Anche in questo caso il riposo è la terapia più efficace. Per guarire da una contrattura normalmente sono sufficienti 3-7 giorni di stop, che potrebbero diventare molti di più se non si rispettano i giusti tempi di recupero. Inutile e controproducente continuare a svolgere le attività sportive che evocano fastidio o dolore alla zona interessata.<br />
Per accelerare il recupero sono utili tutte quelle attività che consentono di allungare la muscolatura e di favorire l&#8217;afflusso di sangue ai muscoli.<br />
Una attività aerobica moderata abbinata a qualche esercizio di allungamento aiuta a distendere la muscolatura sia direttamente (stretching) che indirettamente (iperemia locale). L&#8217;ideale sarebbe associare anche un massaggio decontratturante al termine dell&#8217;attività in modo da allentare le tensioni muscolari ed ottenere benefici anche a livello antalgico<br />
Sicuramente utili, ma da utilizzare solo nei casi più gravi e sotto controllo medico,  sono i farmaci antinfiammatori (FANS) e miorilassanti che con la loro azione contribuiscono a distendere la muscolatura.<br />
Tra le terapie fisiche utili per accelerare i tempi di recupero ricordiamo, l&#8217;elettroterapia, la ionoforesi e lo stretch and spray.<br />
Se la sintomatologia non scompare dopo 10 giorni di trattamento conservativo (riposo), è bene sottoporsi a visite specialistiche per accertarsi che non vi siano lesioni muscolari ben più gravi o che il dolore non sia la conseguenza di un altro problema (sindrome miofasciale, squilibri posturali, problemi articolari, ecc.).</p>
<p><strong><u>Contrattura e crampi</u></strong><br />
La sintomatologia della contrattura è simile a quella del crampo dalla quale differisce solo per alcuni aspetti:<br />
per la causa di insorgenza che per i crampi è più legata a fattori energetici/metabolici<br />
per i tempi di guarigione (molto più lunghi per la contrattura)<br />
per il dolore avvertito (molto più violento in caso di crampi)<br />
per le conseguenze sulla prestazione (mentre in caso di contrattura il soggetto riesce a riprendere l&#8217;attività senza particolari problemi in caso di crampi l&#8217;interruzione è quasi inevitabile)<br />
Spesso anche il confine tra contrattura e stiramento è sottile e può accadere che un semplice ipertono nasconda  l&#8217;elongazione di alcune fibre muscolari.</p>
<p><strong><u>PREVENIRE LA CONTRATTURA MUSCOLARE E&#8217; MEGLIO CHE CURARE</u></strong><br />
La prevenzione delle contratture è rivolta all&#8217;eliminazione dei fattori predisponenti e/o perpetuanti:<br />
eseguire sempre un adeguato riscaldamento<br />
assicurarsi di essere nelle condizioni fisiche idonee per sostenere lo sforzo<br />
coprirsi adeguatamente nei mesi invernali e, se necessario, utilizzate pomate specifiche durante la fase di riscaldamento<br />
concedersi i giusti tempi di recupero e di rigenerazione<br />
cercare di correggere eventuali squilibri muscolari e/o articolari</p>
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		<item>
		<title>CAMPIONI SI NASCE? QUESTIONE DI GENI</title>
		<link>http://podistalibero.it/2011/11/21/campioni-si-nasce-questione-di-geni/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 21:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>podistalibero.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allenamento]]></category>

		<category><![CDATA[Medicina &amp; sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://podistalibero.it/2011/11/21/campioni-si-nasce-questione-di-geni/"><img src="http://podistalibero.it/files/2011/11/run3.gif" alt="run3.gif" height="368" width="320" align="left" /></a>Perché alcune persone traggono in tempi brevi grande beneficio dall’attività fisica e altre, pur impegnandosi, sembrano non ottenere risultati? Questione di geni. Lo rileva uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Applied Physiology.
La storia è questa: gli scienziati del Pennington Biomedical Research Center di Los Angeles hanno sottoposto ad osservazione 473 volontari che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://podistalibero.it/files/2011/11/run3.gif" alt="run3.gif" height="368" width="320" align="left" />Perché alcune persone traggono in tempi brevi grande beneficio dall’attività fisica e altre, pur impegnandosi, sembrano non ottenere risultati? Questione di geni. Lo rileva uno studio pubblicato sulla rivista scientifica <em>The Journal of Applied Physiology</em>.</p>
<p>La storia è questa: gli scienziati del Pennington Biomedical Research Center di Los Angeles hanno sottoposto ad osservazione 473 volontari che, impegnati in un allenamento su cyclette tre volte alla settimana per cinque mesi con medesimo sforzo, riportavano risultati decisamente diversi in termini di “forma”. Esaminati 324.611 frammenti di dna degli improvvisati atleti, i ricercatori hanno identificato 21 “poliformismi” a singolo nucleotide (SNPs) che differivano notevolmente nei volontari: chi aveva nel proprio dna 19 o più di questi SNPs aveva migliorato la propria forma cardiorespiratoria tre volte in più rispetto a chi aveva nove SNPs o meno.</p>
<p>“<em>Tutti siamo costituiti da migliaia di geni </em>–spiega Giuseppe Novelli, ordinario di genetica e preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata- <em>la differenza tra un individuo ed un altro è appunto rappresentata da questi polimorfismi, che determinano la maggiore o minore predisposizione a certe malattie e anche il tipo di reazione dell’organismo a determinate attività fisiche.<br />
Studi come questo confermano l’esigenza di una medicina personalizzata e genomica. Così come la prescrizione di farmaci tiene conto della diversità di ciascun paziente, la pianificazione dell’attività fisica dovrebbe essere a misura della propria predisposizione genetica</em>”.</p>
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		<item>
		<title>Glicogeno, il carburante dei muscoli</title>
		<link>http://podistalibero.it/2011/11/07/glicogeno-il-carburante-dei-muscoli/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 21:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>podistalibero.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Medicina &amp; sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://podistalibero.it/2011/11/07/glicogeno-il-carburante-dei-muscoli/"><img src="http://podistalibero.it/files/2011/11/4782204077_a7c169cf8c.jpg" alt="4782204077_a7c169cf8c.jpg" /></a>L’energia utilizzata dai muscoli deriva, sia pure indirettamente, dalla combustione di zuccheri e grassi e più precisamente di Glicogeno e di acidi grassi liberi.
Il Glicogeno è formato da molte molecole di Glucosio, legate tra loro chimicamente (cioè polimerizzate). Gli amidi e gli zuccheri, una volta digeriti, divengono in gran parte zuccheri semplici (monosaccaridi), ed è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://podistalibero.it/files/2011/11/4782204077_a7c169cf8c.jpg" alt="4782204077_a7c169cf8c.jpg" />L’energia utilizzata dai muscoli deriva, sia pure indirettamente, dalla combustione di zuccheri e grassi e più precisamente di Glicogeno e di acidi grassi liberi.</p>
<p>Il Glicogeno è formato da molte molecole di Glucosio, legate tra loro chimicamente (cioè polimerizzate). Gli amidi e gli zuccheri, una volta digeriti, divengono in gran parte zuccheri semplici (monosaccaridi), ed è appunto dai monosaccaridi di origine alimentare che deriva principalmente il Glicogeno contenuto nei muscoli e nel fegato. Infatti, dopo un pasto cresce la quantità di Glucosio nel sangue che, in parte è utilizzata nelle cellule per fornire energia, in parte è trasformata in Glicogeno e accumulata nei muscoli<u> </u>e nel fegato. Un’eventuale ulteriore eccedenza porta alla formazione di una riserva di grasso da utilizzare in caso di necessità. Successivamente, in caso di bisogno, il Glicogeno sarà ritrasformato in glucosio per un pronto utilizzo ai fini energetici.</p>
<p>Gli acidi grassi liberi, a differenza del Glicogeno, non si trovano che in minima quantità dentro le cellule muscolari, ma all’occorrenza arriveranno dai depositi di grassi per mezzo del sangue.</p>
<p>In pratica, in maniera semplificata, possiamo dire che avvengono queste due reazioni:<br />
1) ossigeno + glicogeno = anidride carbonica + acqua + energia;<br />
2) ossigeno + acidi grassi liberi = anidride carbonica + acqua + energia.</p>
<p>Per rilevare, se durante un’attività, si sta utilizzando Glicogeno oppure acidi grassi liberi, si può ricorrere al quoziente respiratorio.</p>
<p>Il quoziente respiratorio può variare da 0,7 (si utilizzano solo grassi) a 1 (si consumano solo zuccheri), ma in pratica ha quasi sempre un valore intermedio perché difficilmente si usano esclusivamente gli uni o gli altri.</p>
<table cellPadding="0" cellSpacing="0" border="0" width="100%">
<tr>
<td width="162">
<p align="center">Quoziente respiratorio</p>
</td>
<td width="166">
<p align="center">Grassi</p>
</td>
<td width="153">
<p align="center">Zuccheri</p>
</td>
<td width="161">
<p align="center">Calorie per litro di ossigeno</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="162">
<p align="center">0,70</p>
<p align="center">0,80</p>
<p align="center">0,85</p>
<p align="center">0,90</p>
<p align="center">1,00</p>
</td>
<td width="166">
<p align="center">100%</p>
<p align="center">67%</p>
<p align="center">50%</p>
<p align="center">33%</p>
<p align="center">0%</p>
</td>
<td width="153">
<p align="center">0%</p>
<p align="center">33%</p>
<p align="center">50%</p>
<p align="center">67%</p>
<p align="center">100%</p>
</td>
<td width="161">
<p align="center">4,60</p>
<p align="center">4,80</p>
<p align="center">4,86</p>
<p align="center">4,92</p>
<p align="center">5,05</p>
</td>
</tr>
</table>
<p>A parità di ossigeno che arriva ai muscoli si produce più energia utilizzando Glicogeno piuttosto che grassi, è vantaggioso quindi, che il quoziente respiratorio sia il più alto possibile. Di solito, il quoziente respiratorio tende sempre ad essere più alto all’inizio del lavoro, quando nei muscoli c’è ancora molto Glicogeno, con la diminuzione delle scorte, proseguendo lo sforzo, il quoziente respiratorio via via si abbassa.</p>
<p>Quando le riserve di glicogeno cominciano a scarseggiare, si incorre nella crisi da esaurimento, la fatica comincia a farsi evidente e di li a poco si è costretti ad interrompere l’attività muscolare.</p>
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</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Valutazione posturale per il podista</title>
		<link>http://podistalibero.it/2011/10/20/valutazione-posturale-per-il-podista/</link>
		<comments>http://podistalibero.it/2011/10/20/valutazione-posturale-per-il-podista/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 19:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>podistalibero.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Medicina &amp; sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://podistalibero.it/2011/10/20/valutazione-posturale-per-il-podista/</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://podistalibero.it/2011/10/20/valutazione-posturale-per-il-podista/"><img src="http://podistalibero.it/files/2011/10/running-form-456.jpg" alt="running-form-456.jpg" align="top" /></a>fonte: www.runnerman.net

un appoggio scorretto si ripercuote non solo sul piede, ma anche sul ginocchio e sulla colonna vertebrale, determinando delle tensioni che possono essere causa di dolori quali cefalea, sciatalgia, mal di schiena e dolore alle gambe, ed è per questo motivo che si dà grande importanza alla postura.
Molti podisti che si dedicano alla CORSA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><em>fonte: <a href="http://www.runnerman.net/">www.runnerman.net</a></em></p>
<p><img src="http://podistalibero.it/files/2011/10/running-form-456.jpg" alt="running-form-456.jpg" align="top" /><br />
<strong>un appoggio scorretto si ripercuote non solo sul piede, ma anche sul ginocchio e sulla colonna vertebrale, determinando delle tensioni che possono essere causa di dolori quali cefalea, sciatalgia, mal di schiena e dolore alle gambe, ed è per questo motivo che si dà grande importanza alla postura.<br />
</strong>Molti podisti che si dedicano alla CORSA in maniera assidua sanno dell&#8217;importanza che riveste un buon assetto posturale durante la corsa e non solo, ma molti di loro, pur dedicando molto tempo ed energie ad effettuare tutti i Test di Valutazione Funzionale esistenti in campo della metodologia dell&#8217;allenamento, dal test conconi, al test del lattato, al test di cooper, e quanti altri ancora, non si recano regolarmente da un Osteopata, o Ortopedico per valutare la propria postura&#8230;<br />
&#8230; e il proprio appoggio. Purtroppo durante le consulenze noto che molti amici che corrono hanno in generale una postura errata e un appoggio non perfetto durante la corsa il che a lungo andare porta a delle problematiche muscolo/articolari non indifferenti.<br />
I fattori determinanti la postura del soggetto, quali i sistemi: vestibolare e uditivo, visivo ed oculomotorio, stomatognatico, podalico e tutta la propriocezione del corpo, possono nel loro funzionamento creare dei disturbi più o meno manifesti che con lo studio della postura possono essere messi alla luce e quindi adeguatamente trattati e curati.<br />
Come ben evidenziato nel campo Osteopatico tutto nel nostro organismo è collegato, un difetto nell&#8217;appoggio del piede con risentimento a determinati muscoli, articolazioni, tendini, può dipendere da diversi fattori che non sono direttamente correlati con i piedi, ma provengono e originano da altri settori e segmenti del nostro corpo. Un occlusione dentaria errata può procurare dei disturbi dell&#8217;appoggio, delle tensioni muscolari; una vertebra (quasi sempre L4/L5 - o L5/S1) spostata o un ernia può procurare infiammazione del nervo sciatico con dolore che origina dal gluteo, si dirama per tutta la gamba, fino ad arrivare al primo dito del piede. Un disturbo della vista può condurre il nostro corpo a perdere delle qualità inerenti all&#8217;equilibrio, alle capacità spazio-temporali fondamentali per noi podisti.<br />
Quindi non è detto che il problema si trova sempre dove percepiamo il dolore, potrebbe essere (e quasi sempre lo è) che la zona del dolore è solo la parte terminale di un complesso processo infiammatorio del nostro corpo che origina da tutt&#8217;altra parte. Da queste dissertazioni capite l&#8217;importanza di effettuare una valutazione posturale a 360°.<br />
Gli esami per valutare la nostra postura, il nostro appoggio sono tanti, i più utilizzati e conosciuti sono: Baropodometria sia statica che dinamica (durante la corsa); la Valutazione Sport Parotec mediante l&#8217;utilizzo di solette computerizzate inserite nelle calzature analizza l&#8217;appoggio in corsa. Oltre a queste metodiche tecnologiche, computerizzate, molto valide e precise, per una valutazione più accurata e completa possibile del soggetto è importante anche affidarsi a un Osteopata che analizza il soggetto a 360°. Il loro concetto è quello che ogni segmento, ogni piccola cellula ha dei collegamenti in tutto il corpo. L&#8217;osteopata valuta tutto partendo dalla vista, ai denti, al capo, alle spalle, alla colonna vertebrale, alle gambe, all&#8217;appoggio del piede, ai diversi segmenti corporei, agli equilibri muscolari, agli alimenti che si utilizzato. Con questa valutazione accurata riesce a identificare tutti i nostri equilibri e i nostri squilibri muscolari, tendinei, articolari, organici, e a fare una diagnosi più accurata per poter intervenire su ogni aspetto della nostra persona, e quindi su ogni problema inerente alla nostra corsa.<br />
Ribadisco che gli squilibri muscolari (un muscolo più sviluppato di un altro, esempio quadricipite e bicipiti femorali) possono portare il nostro corpo a subire delle modifiche nell&#8217;assetto di corsa, e al tempo stesso una postura scorretta, un appoggio errato può condurre la nostra muscolatura a svilupparsi diversamente e in maniera irregolare.<br />
Quindi lo studio della postura e la sua ottimizzazione, può dare nella vita di un atleta, innanzi tutto un aumento delle performance, ma anche una prevenzione degli infortuni, perché uno schema non fisiologico oltre che essere dispendioso non è confortevole. Durante la CORSA le sollecitazioni maggiore vanno a proiettarsi sulle strutture dei piedi, sia in fase di carico che di spinta. Il piede è un capolavoro di biomeccanica, se si pensa che con le sue 26 ossa, 33 articolazioni, 114 legamenti, 20 muscoli e 250.000 ghiandole sudorifere presieda alla stabilizzazione della stazione eretta, alla propulsione ed al movimento, all&#8217;adattamento della marcia sul terreno e alla coordinazione della postura; ed è proprio quando vi sono alterazioni posturali che emergono disordini che potremo definire da sovraccarico.<br />
<strong>Ecco perché un appoggio scorretto si ripercuote non solo sul piede, ma anche sul ginocchio e sulla colonna vertebrale, determinando delle tensioni che possono essere causa di dolori quali cefalea, sciatalgia, mal di schiena e dolore alle gambe, ed è per questo motivo che si dà grande importanza alla postura.<br />
</strong>In conclusione si può affermare che una corretta e completa valutazione posturale è importante, sia per vivere in equilibrio con l&#8217;ambiente che ci circonda, ma anche e soprattutto per il podista che voglia ottimizzare le proprie performance o anche nei trattamenti riabilitativi successivi ad infortuni più o meno.<br />
Il consiglio finale è quello di effettuare un&#8217;accurata analisi e valutazione posturale prima di iniziare qualsiasi programma di allenamento, soprattutto se l&#8217;obiettivo è quello di preparare una Maratona.</p>
<p align="right">Ignazio Antonacci</p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8230;devi sempre andare avanti!!!</title>
		<link>http://podistalibero.it/2011/10/09/devi-sempre-andare-avanti/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 17:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>podistalibero.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://podistalibero.it/2011/10/09/devi-sempre-andare-avanti/"><img src="http://podistalibero.it/files/2011/10/hadicap.jpg" alt="hadicap.jpg" /></a>Se non ti è possibile volare&#8230;corri
se non ti è possibile correre&#8230;cammina
se non ti è possibile camminare&#8230;striscia per terra
ma qualunque cosa tu faccia&#8230;DEVI SEMPRE ANDARE AVANTI!!!


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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font color="#FF0000"><strong><font color="#339966">Se non ti è possibile volare&#8230;corri</font><br />
<font color="#0000FF">se non ti è possibile correre&#8230;cammina</font><br />
<font color="#FF6600">se non ti è possibile camminare&#8230;striscia per terra</font><br />
ma qualunque cosa tu faccia&#8230;DEVI SEMPRE ANDARE AVANTI!!!<br />
</strong></font></p>
<p><img src="http://podistalibero.it/files/2011/10/hadicap.jpg" alt="hadicap.jpg" /></p>
<p class="akst_link"><a href="http://podistalibero.it/?p=224&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_224" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
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		</item>
		<item>
		<title>Campagna per il tesseramento individuale 2011/2012</title>
		<link>http://podistalibero.it/2011/09/25/campagna-per-il-tesseramento-individuale-20112012/</link>
		<comments>http://podistalibero.it/2011/09/25/campagna-per-il-tesseramento-individuale-20112012/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 21:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>podistalibero.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://podistalibero.it/2011/09/25/campagna-per-il-tesseramento-individuale-20112012/</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://podistalibero.it/2011/09/25/campagna-per-il-tesseramento-individuale-20112012/"><img src="http://podistalibero.it/files/2011/09/runners-thumb9437509.jpg" alt="runners-thumb9437509.jpg" align="left" height="265" width="240" /></a>RAGGIUNTO UN ACCORDO CON IL COMITATO TERRITORIALE DELLA UISP DI VITERBO  
Tutti gli amici Podisti di tutta Italia che vogliono correre da “indipendenti &#38; assicurati (anche in allenamento), da oggi è più facile, basta seguire le seguenti regole:
1.       Fare la visita sportiva ed ottenere il certificato “medico\sportivo”;
2.       Inviare, in busta chiusa, alla UISP - Comitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://podistalibero.it/files/2011/09/runners-thumb9437509.jpg" alt="runners-thumb9437509.jpg" align="left" height="265" width="240" /><strong>RAGGIUNTO UN ACCORDO CON IL COMITATO TERRITORIALE DELLA UISP DI VITERBO  </strong></p>
<p>Tutti gli amici <strong>Podisti di tutta Italia</strong> che vogliono correre da “<em>indipendenti &amp; assicurati (anche in allenamento)</em>, da oggi è più facile, basta seguire le seguenti regole:</p>
<p>1.       Fare la visita sportiva ed ottenere il <strong><em>certificato “medico\sportivo”</em></strong>;</p>
<p>2.       Inviare, <strong>in busta chiusa</strong>, alla <strong>UISP - Comitato territoriale Viterbo, </strong><strong>Via Monte Asolone nr.4, 01100 - Viterbo (VT) -Tel. 0761/321861 + Fax</strong>:</p>
<p>·      Il <strong><u>certificato medico/sportivo</u></strong>;</p>
<p>·      Indicare il proprio <strong><u>nome, cognome, luogo e data di nascita e residenza</u></strong>;</p>
<p>·      € 10,00;</p>
<p>·      <strong>Indicare il recapito per ricevere la tessera UISP</strong>.</p>
<p>3.       Il Comitato UISP di Viterbo, ricevuta la busta e verificato l’esattezza dei documenti allegati, invierà –<em><u>senza spese di spedizione</u></em>- il cartellino UISP all’indirizzo indicato.</p>
<p align="center"><strong>IMPORTANTE</strong><strong><br />
non è possibile ottenere/rilasciare un secondo cartellino UISP per la stessa disciplina</strong></p>
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